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Ritorno a casa


anno: 2012


Nel 1865, durante l’annuale Conferenza Postale degli Stati della Confederazione Germanica, un funzionario delle poste prussiane ebbe l’idea di proporre di abbassare i costi dei servizi di corrispondenza stampando cartoncini preaffrancati da compilare e spedire fuori busta. I presenti considerarono la proposta di esporre comunicazioni private agli occhi di chiunque sconveniente e immorale, e si sollevarono scandalizzati. Quattro anni dopo venne inviata la prima cartolina della storia. Da allora ne sono seguite milioni, spedite da tutto il mondo e per tutto il mondo. Poche di queste vengono conservate, alcune non sono mai arrivate a destinazione, molte sono state dimenticate o si sono perse.

 

IL PROGETTO: L’archiviazione delle vecchie cartoline è durata dall’autunno del 2011 all’estate del 2012. Ero particolarmente interessata ai testi: ai messaggi, alla calligrafia, allo stile di scrittura, all’intimità o alla formalità della comunicazione, a quel genere di ellissi che fa intendere che il messaggio è parte di una comunicazione ben più lunga, parcellizzata e protratta secondo i ritmi del sistema postale. Trovo queste parentesi di intimità estremamente preziose, al punto che, vedendo lettere e fotografie mercificate sui banconi dei mercatini delle pulci, provo una forma di pudore che mi rende difficile non acquistarle con l’idea di portarle a casa e metterle al sicuro.

Mi sono chiesta cosa avrei provato nel vedermi recapitato un messaggio rivolto a una me più giovane, a un parente che non c’è più o a uno sconosciuto che ha abitato gli stessi spazi che oggi io chiamo casa. Mi è sembrata l’occasione per spingermi a pensare a un progetto d’arte impalpabile, senza forma, né rivendicazione, volta a suscitare episodi di emozione privata, gratuita, non calcolabile e di cui non saprò mai. Il 3 luglio del 2012 ho scelto 16 cartoline, le ho riaffrancate e spedite in forma anonima all’indirizzo originale.

Il video non costituisce il lavoro, ma conserva la memoria del processo.

 

24 marzo 1970
Da Salerno a Napoli
Caro Nicola,
ti scrivo questi pochi righi per farti sapere chetiamo bene. Così spero di voi. Ti faccio sapere che, fra l’altro, dovresti venire a Salerno perché tua suocera ti ha preparato uno scatolo di Roba di Pasqua.
Saluti

17 aprile 1954
Da Milano a Milano
Cara mamma
Ti auguro buona Pasqua ringraziandoti per i cari auguri inviatici. Siamo spiacenti di saperti indisposta, ti auguriamo una pronta guarigione pre avere il piacere di presto rivederti.
Un affettuoso abbraccio da entrambi

14 settembre 1969
Da Bari a Fano
Caro Sandro
Oggi mi hanno fatto vedere la tua Bici, è esposta qui.
Il tempo è pessimo e le ore della fiera sono molte però, se tu non vieni, ti porto la Bici da corsa col cambio, e il cane me lo mandano per Natale.
Però promettimi che sei buono.
Ti saluto
Baci

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